Ospito e quindi condivido!
SOLIDARIETA' DELLA DIOCESI ALLA CARITAS
Lo scorso 17 gennaio, al Consiglio Pastorale Diocesano, che aveva al centro una riflessione pastorale sugli immigrati, il Vescovo ha avanzato diverse proposte nell’ottica di “edificare una ‘convivenza partecipata’ e un nuovo ‘patto sociale’: una prospettiva che noi cristiani dobbiamo sostenere a partire dall’umanesimo insegnatoci dal Vangelo. Così saremo in grado di affrontare la difficile questione dell’incontro fra le varie culture evitando potenziali conflitti”.
Ancora, nell’omelia di San Gaudenzio, il Vescovo ha lanciato un appello alla comunità diocesana per questo momento di crisi, invitando alla solidarietà e alla sobrietà, che ha trovato la condivisione di parroci e operatori pastorali per riconsiderare le disponibilità finanziarie e venire incontro alle famiglie in particolare stato di bisogno.
UFFICIO
COMUNICAZIONI SOCIALI
DIOCESI DI NOVARA
AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
DEL NOVARESE
“La Caritas copre i clandestini”, con questo titolo a cinque colonne un quotidiano nazionale introduceva un articolo con interviste al sindaco di Novara dott. Giordano, agli onorevoli Cota e Nastri, e al Direttore della Caritas diocesana don Dino Campiotti. Ampi servizi sono stati poi dati da altre testate locali.
Il sindaco – in polemica con un intervento di don Campiotti apparso sull’ultimo numero de L’Azione - si domanda se sia giusto aiutare i clandestini con i proventi di un progetto di solidarietà finanziato da enti pubblici e banche con questa motivazione: “In nome della solidarietà viene creata una rete di sostegno per clandestini aumentando l’illusione che in questo paese si possa arrivare sempre e comunque”.
Gli onorevoli, a loro volta, aggiungono: ”Qui la carità non c’entra niente. Pensiamo ai nostri giovani e ai nostri anziani in difficoltà”. E ancora: “La solidarietà - specie se utilizza fondi pubblici - non può prescindere dal rispetto della legalità”.
A questo punto pensiamo opportuno, per dovere di informazione, fare qualche precisazione.
I soldi di cui dispone la Caritas non sono - come sembrerebbe dall’articolo in questione - di provenienza pubblica, visto che i 100.000 Euro della Provincia non saranno gestiti dalla Caritas ma dalla Provincia stessa, e tutti gli altri soldi provengono dalle Fondazioni e da privati. Se ci fossero obiezioni sul loro utilizzo, queste possono essere avanzate solo dai donatori stessi.
Il sindaco, peraltro, punta il dito sui 280 immigrati clandestini (numero indicato dalla Caritas stessa). E’ però utile ricordare che i numeri offerti dalla Caritas riguardano gli interventi degli anni passati, 2007 e 2008, mentre i contributi in questione saranno per il 2009. Inoltre, da rilevare il numero elevato di interventi: oltre 2500 persone - italiane e straniere “regolari”- che ogni anno, nelle varie Parrocchie della città, vengono aiutate.
E soprattutto ci si domanda perché le Istituzioni preposte non attivino eventualmente le leggi di espulsione per gli irregolari, cosa che non compete certo alla Caritas.
Ci sentiamo perfettamente interpretati dalle parole di don Dino Campiotti: “A una persona che si rivolge per un aiuto io non chiedo il passaporto. Anche gli irregolari hanno fame, sete e hanno freddo.”
Che poi una borsa della spesa e qualche aiuto per non morire di freddo - come è successo a un giovane clandestino in via Visconti poco più di un anno fa - favorisca la clandestinità ci sempre una cosa risibile. Tutti sanno che con la borsa della spesa data dalla Caritas non si campa a lungo.
E allora ci viene in mente una domanda: e se le motivazioni della clandestinità fossero altre, compreso il fatto che in Italia è difficile avere o anche solo rinnovare un permesso di soggiorno rispetto ad altri paesi europei? Forse varrebbe la pena porsi la questione.
Quanto poi all’invito – giunto da uno dei parlamentari in questione - a pensare a quei cittadini che vivono con 400-500 euro al mese, ci chiediamo perché mai non se ne occupino coloro che ne hanno la responsabilità.
Non è pensabile che i servizi sociali del Comune di Novara si sentano costretti a inviare alle associazioni di volontariato i casi di povertà dicendo che l’amministrazione comunale “non ha soldi”.
Abbiamo saputo dai giornali che, a fronte di investimenti deliberati dalla giunta per oltre 300 milioni di Euro negli ultimi sei anni, solo il 3% è stato riservato al sociale, che risulta essere uno degli ultimi capitoli di spesa.
Che poi si debba dire al volontariato novarese, come e chi aiutare, da parte di chi è inadempiente rispetto al suo compito istituzionale, fa un po’ sorridere.
Esprimiamo pertanto convinta solidarietà e vicinanza a don Dino Campiotti: ciò che lui ha detto lo pensiamo anche noi unitamente ai volontari che lavorano nelle nostre Parrocchie. Ce lo chiede non solo la nostra fede cristiana ma anche il buon senso civico che in ogni epoca, in tutte le generazioni, presso ogni popolo, ha fatto dell’ospitalità un cardine della civiltà umana.
don Fausto Cossalter, Vicario di Novara - via Visintin 24 Novara
don Ernesto Bozzini, Vicario dell’Ovest-Ticino - via Caravaggio 2 – Galliate
MAI CHIUDEREMO LA PORTA IN FACCIA A CHI E' NEL BISOGNO!
Le critiche mosse alla Caritas diocesana dal sindaco di Novara Massimo Giordano e dai deputati novaresi Roberto Cota e Gaetano Nastri, in merito all’assistenza umanitaria fornita agli stranieri senza permesso di soggiorno, ci lasciano sbigottiti, tanto più che provengono da persone che amano richiamarsi all’identità cristiana della Nazione italiana.
Abbiamo sempre pensato che determinati diritti inerenti alla dignità umana costituissero un dato di fatto incontrovertibile. Il nostro sindaco e i due illustri parlamentari ci vengono ora a dire che sarebbe “illegale” fornire viveri e indumenti agli stranieri “clandestini o irregolari” in stato di bisogno e che, così facendo, si favorirebbe “una solidarietà che prescinde dal rispetto della legge”.
Senza scomodare gli insegnamenti della Corte Costituzionale in materia di “diritti fondamentali dello straniero comunque presente in Italia”, ci sembra quanto meno doveroso ricordare che il nostro ordinamento considera del tutto lecite e financo doverose “le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato”. Quello della dignità della persona umana è, infatti, un valore costituzionale che permea di sé tutto il diritto positivo.
I Centri di ascolto della Caritas e le associazioni di volontariato di ispirazione cristiana non fanno nulla di più e nulla di meno che soccorrere, in nome del principio costituzionale del rispetto della dignità umana, chi è in condizioni di bisogno. La libertà dalla fame è un diritto inviolabile che la nostra Carta costituzionale riconosce e garantisce ad ogni essere umano.
Quanto al parziale utilizzo, per lo svolgimento di detta attività umanitaria, di risorse messe a disposizione anche da Fondazioni Bancarie o da Enti Locali, rimandiamo ai mittenti le accuse di “illegalità”. Se è illegale dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati e vestire chi è nudo, noi siamo contenti di essere considerati “fuori legge”. Ma allora andrebbero dichiarate fuori legge anche le Istituzioni statali che alle migliaia di disperati che approdano all’isola di Lampedusa si preoccupano doverosamente di fornire cibo, acqua, vestiario, assistenza sanitaria e quant’altro ritenuto necessario per assicurarne la sopravvivenza a prescindere dal loro ingresso illegale in Italia
Piena solidarietà, dunque, a don Dino Campiotti, Direttore della Caritas diocesana, e a tutte le persone di buona volontà che, nell’adempimento dei “doveri inderogabili di solidarietà sociale” (art. 2 della Costituzione Italiana) e del comandamento evangelico della carità (“Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto”, Mt.25,35), non chiudono né chiuderanno occhi e cuore a chi vive in situazioni di povertà a volte estrema.
E’ scritto nella Bibbia che “il Signore Dio ama lo straniero, dandogli pane e vestito” (Dt. 10,18). Noi non chiuderemo mai la porta in faccia a chi è nel bisogno: e faremo di tutto per non fargli mancare né pane né vestito, senza previamente pretendere che ci esibisca il permesso di soggiorno o il passaporto.
Antonietta Martino (Centro d’ascolto Parrocchie unite) – Claudio Sala (Caritas Parrocchia Sant’Agabio) – Maria Grazia Mazzucco (Centro d’ascolto Parrocchia Sant’Antonio) – Eleonora Burgarello (Centro d’ ascolto Parrocchia S.Martino) – Clara Strocolli (Centro d’ascolto Parrocchia S. Giuseppe) – Bice Mizia (Centro d’ascolto Parrocchia S.Andrea) – Clelia Borgonovo (Centro d’ ascolto Parrocchia S. Rocco) - Rosalba Sedita (Centro d’ ascolto Parrocchia Bicocca) – Daniela Melis (Centro d’ascolto Caritas Novara) – Luciano Scacco (Centro d’ ascolto Parrocchia Madonna Pellegrina) – Franca Gallina (Centro d’ ascolto Parrocchia Pernate) – Lidia Ruggerone (Centro d’ ascolto Parrocchia Sacro Cuore) – Maria Grazia Mottini (Centro d’ ascolto Parrocchia Santa Rita) - Stefano Cattaneo (Centro di solidarietà San Francesco alla Rizzottaglia-Onlus Novara) -
Angelo Spinatonda, (Associazione “Il Solco” di Novara) - Andrea Lebra (Liberazione e speranza-Onlus Novara) - Paola Brovelli (Associazione Attività Ordine Secolare Francescano d’Italia- Onlus Novara) – Antonia Magni (Associazione Ubi Caritas-Onlus Novara) – Maria Boniforti (Federazione novarese ex allieve FMA Novara) – Lina Titone (Gruppi di Volontariato Vincenziano Diocesi di Novara) - Mario Bandera (Centro missionario diocesano e Commissione diocesana “Giustizia e pace”) – Fabio Sponghini (Acli provinciali) - Adriana Rossi (Fraternità Ordine Francescano Secolare Parrocchia Sacro Cuore) - Giancarlo Ceresa - Ennio Galli - Roberto Mori – Teresa Ceresa - Enrico Zaninetti – Maria Adele Garavaglia - Giovanna Frattini – Carlo Delmastro – Graziella Marchetti - Margherita Bonanate – Maria Pallotta – Elena Colonnetti – Clara Demarchi – Agostino Monzani – Federica Settembri – Maurizio Eminente – Francesca Settembri - Giancarlo Battioni – Gino Lissoni – Rita Baglione – Alda Salvini - Maria Lissoni – Lalla Pasquini – Don Andrea Mancini.
Novara, 3 marzo 2009