TEMPO ORDINARIO?

La chiesa chiama del tempo ordinario tutte quelle domeniche dell’anno non legate a periodi o festività liturgiche particolari. Dal nome sembrerebbe che si voglia attribuire una dimensione feriale a queste domeniche, che coprono un periodo di quasi i due terzi dell’intero anno. Quando si parla di feriale è facile che la mente vada a quella quotidianità che spesso sfocia nella ripetitività e nella abitudine. Nulla di tutto questo.
La celebrazione liturgica della Messa è sempre Pasqua del Signore, e quindi festa del popolo cristiano. In modo particolare lo è quella domenicale, tanto che nel tempo quaresimale nel giorno del Signore si interrompono le pratiche penitenziali associate a questo periodo. Per il cristiano è una gioia e un piacere riunirsi alla sua comunità in questo giorno per pregare insieme e per nutrirsi dell’abbondanza della Grazia che si riceve nella partecipazione alla Messa. E’ una gioia e un piacere perché chi ci invita è quel Gesù Cristo nel quale riponiamo tutta la nostra speranza, al quale affidiamo la nostra vita, che poniamo al primo posto come valore imprescindibile della nostra esistenza. E’ una gioia e un piacere perché ci viene data l'opportunità di nutrirci del suo corpo e del suo sangue. E’ una gioia e un piacere perché ci viene data la possibilità di nutrirci della sua Parola.
Accettiamo questa definizione di tempo ordinario quindi e facciamone persino un’abitudine, ma nel senso etimologico della parola: un abito, il nostro abito quotidiano, l’abito del cristiano. Indossiamolo come abito della festa e portiamolo come l’identità che ci definisce nella società umana in cui siamo inseriti.
Certamente molti fanno fatica a comprendere l’accostarsi del credente all’Eucaristia. E’ un mistero troppo difficile per essere accettato al di fuori della fede. E’ altrettanto difficile, però, che non venga riconosciuto rispetto a coloro che, nutrendosi della Parola, indossano quell’abito con dignità e coerenza.
Sempre la Messa adempie ad un compito pedagogico, ma è proprio nella catechesi del tempo ordinario che l’insegnamento del Maestro viene riproposto in modo metodico e intensivo e, con l’ausilio prezioso degli operai che lavorano nella sua vigna, la Parola raggiunge le profondità del nostro essere e viene resa attuale.
Chiede solo che le si permetta di esprimersi in tutte le sue potenzialità.

Alla prossima, ciao


23 luglio 2011

se desideri esprimere un tuo commento su quanto hai appena letto, contattami