| |

Marina
Raccanelli
Acqua
Senza memoria vivo,
liscio i sassi;
deformo le pareti, il ventre oscuro
della montagna erodo;
sgraffio le crode, nutro
le efflorescenze del muschio e le radici,
ancorate nel magma di terriccio.
Dispersioni lucenti ai neri dorsi
boschivi dono; sposto
ramoscelli ed arbusti, interi tronchi
precipitati nella mia corrente;
sempre nuovi meandri ricompongo
nei letti torrentizi e, quando scoppia
il sole, sventolo tra i rami
ondate di vapori iridescenti
trapelando e guizzando tra pareti
verdi e brillanti, a tratti mi rallento:
con calmo gorgoglio, disseto steli,
penduli fiori ed insetti; e ancora brillo
con migliaia di mobili paillettes
sui laghi alpini, infine sfondo
senza terrore i precipizi, esplodo
in getti plurimi tremanti, fuochi
di liquefatto ghiaccio cristallino.
Il brusio
della tua assenza
Ci sono stratosferici silenzi
quando tu non sei qui - mi pervade
il continuo brusio della tua assenza
io separo
i tendaggi lievemente
spalanco un vetro - ancora
nel polverio di luce alla finestra
lievitano le molecole danzanti
del tuo corpo notturno
|
Il
palloncino rosso
Dentro
di me, si estende un orizzonte
ininterrotto. Tra pensieri nuovi,
timida una figura si sgroviglia
dalla trama indistinta del passato:
un angolo dell'infanzia nostra,
o il ritornante sorriso, appena
interrogativo, dei nostri figli
sulla panchina, separati soltanto
da un palloncino rosso? Sulla liscia
laguna, si scioglie l'aria lilla
in un rosa sgranato, surreale:
il colore del tempo, in una fiaba.
Lasciami
ricordare
Ora
che quel tempo è scaduto,
lasciami ricordare i mattini
dolci come la polpa di un fico.
Fucilate di pioggia sulla lamiera
risvegliavano i nostri sonni,
torbidi e puri dentro il sottotetto.
Scoprivamo le pozze d'acqua
nella lenta marea, le ore
si sgranavano chiare, teneramente l'erba
cedeva sotto i passi.
Ci asciugava la pelle il maestrale,
sbiancando di sudore i nostri corpi
ruvidamente salati.
Possedevamo le nostre dune,
laghi rotondi infilzati da canneti,
e cespugli di menta tra le ortiche.
Ora che il tempo è diverso,
lascia che ti ricordi le nostre soste
nel silenzio dei boschi, e i cieli
vertiginosi.
Vento
di stelle fredde
Vento
di stelle fredde
punge e solleva sciami di paesi
bava
di seta avvolge Santa Fosca
occhio di luce - al centro - si spalanca
Colle Santa Lucia, nel nero
turbinio di galassie
|